Inaugura il 6 ottobre, dalle 18 alle 21, negli spazi dello Studio Lombard DCA in Viale Premuda 46 a Milano, la mostra "Eccentrica", con opere di Adriano Attus, Claudia Maina e Lorenza Morandotti.

La mostra è preludio alla presentazione del numero 24 della rivista AES Arts+Economics, pubblicata dallo Studio Lombard DCA, che sarà presentato a fine novembre. Il volume è dedicato allo stesso tema e prende spunto dal secondo "rave culturale" che si è svolto al Galata Museo del Mare di Genova, il 2 luglio, organizzato dal gruppo Quitting, formato da Franco Broccardi, Partner Studio Lombard DCA, Marco Enrico Giacomelli e Arianna Testino, autori e docenti.

"Eccentrico: etimologicamente, ciò che si pone fuori dal centro," scrive Franco Broccardi nel manifesto della mostra e rivista. "In fisica e astronomia il termine descrive una posizione e una traiettoria, non un giudizio. Nel linguaggio comune oscilla da sempre fra significato peggiorativo, stravagante e marginale, e significato elogiativo, originale e non allineato. Che cosa succede a un sistema artistico, e al lavoro culturale che lo sostiene, se l’eccentricità smette di essere considerata margine e viene riconosciuta come luogo dove il valore si forma? Esiste un’attività che oggi nel sistema culturale italiano ed europeo non viene finanziata, non viene rendicontata, non viene riconosciuta come lavoro e che era il presupposto storico di quasi tutto ciò che chiamiamo arte: la sospensione, il tempo non produttivo, il ritiro temporaneo dal flusso. Un luogo profondamente eccentrico nel senso letterale del termine, lontano dal centro in cui la macchina artistica produce sé stessa. Riconoscere il valore dell’eccentricità significa, in concreto, accettare l’idea che alcune forme di valore nascano dal togliere, dal limitare, dal lasciare spazio, dallo stare fuori dal centro."

Gli artisti

Adriano Attus
Con Variazioni Circolari, Adriano Attus esplora il rapporto tra ordine e movimento, individuo e collettività. Cinquanta cerchi concentrici, scanditi da una progressione numerica di segmenti colorati, danno vita, attraverso la loro rotazione, a configurazioni che evocano spirali mai realmente tracciate. Il rigore matematico si trasforma così in un'esperienza percettiva, dove geometria e colore suggeriscono dinamismo e trasformazione. Ogni segmento, pur conservando la propria identità, contribuisce alla costruzione dell'insieme. Una metafora del fluire della vita, in cui ogni gesto e ogni scelta partecipano alla creazione di un equilibrio collettivo in continua evoluzione.

Claudia Maina
I disegni “Bedbug World Communication” (comunicazione mondo cimice) rappresentano palazzi immaginari, effimeri come castelli di carte. Al loro interno sono collocati omini-cimice, presenze sospese e isolate, racchiuse in spazi che evocano la condizione di un individuo intrappolato, come sotto un bicchiere di vetro. Una metafora dell’impossibilità di costruire un autentico tessuto di relazioni umane e di una condizione di afasia comunicativa, fredda e atemporale. Architetture astratte e precarie, pronte a crollare per poi ricostruirsi, si sviluppano in un continuo gioco di costruzione e disfacimento. In questo spazio instabile si manifesta il rapporto mancato tra l’individuo e l’altro da sé, una distanza che rende difficile ogni forma di incontro e comunicazione.

Lorenza Morandotti
Da sempre le bandiere tracciano confini, distinguendo un “noi” da un “loro”. Le "Cosmos’ Flags" di Lorenza Morandotti nascono da un gesto antitetico: trasformare il simbolo della separazione in un vessillo di connessione. Tele leggere, trasparenti e attraversabili dallo sguardo per vedere oltre. Dagli acquarelli della serie Infiniti infiniti nascono le Cosmos’ Flags. Al centro compare un elemento archetipico: un cerchio cromatico con un centro, rielaborato come un tunnel ipnotico verso un fulcro luminoso, sorgente di energia e bussola nella ricerca di coordinate nell’universo fisico e interiore. Iniziato a Creta nel 2019, il viaggio ha toccato 91 destinazioni simboliche, scelte con l’intenzione di rendere onore a chi ha lasciato o lascia testimonianze positive, che allargano confini geografici e di pensiero, per ricordarci che pur nelle differenze abitiamo tutti sotto lo stesso cielo, su un pianeta che è una particella nell’infinito cosmo.