"Latitudini umane - Storie di viaggi e incontri"
Mostra di fotografie di Filippo Tenti
Studio Lombard DCA, 7 luglio-2 ottobre 2026
Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18 (su prenotazione)
info@lombarddca.com Tel. 027788631
Fotografie in mostra
Ingresso e scale
- Eritrea 2024 – “La natura vince sempre”
- Afghanistan 2022 – “Nel cuore dell’Hindu Kush dopo il ritorno dei Talebani”
- Afghanistan 2019- “Bottega di paese nei pressi di Mazar-i Sharif”
- Afghanistan 2019 – “L’ospitalità che non ti aspetti”
- Afghanistan 2019 – “Ospitalità afghana”
La prima fotografia mostra un cimitero di veicoli da guerra in Eritrea, accumulati e abbandonati nella periferia di Asmara, la capitale del Paese. Sono resti della guerra che c'è stata tra Eritrea e Etiopia. “Mi piace molto questa fotografia” così Filippo Tenti, “perché è meraviglioso vedere come la natura si sia impadronita anche di un carro amato, che è per definizione il veicolo più robusto e corazzato. Ma alla fine la natura vince su tutto.
Le altre quattro fotografie sono state scattate in Afghanistan e mostrano l’incredibile ospitalità che caratterizza la popolazione. Solitamente associato solo alle guerre e ai Talebani, l’Afghanistan è un Paese di persone accoglienti, storicamente pronte ad aprire le porte della propria casa ai viaggiatori che attraversavano le impervie e fredde montagne, durante il loro cammino sulla Via della Seta.
Corridoio a sinistra
- Filippine 2025 – “Miniere d’oro illegali”
- Congo 2010 – “L’infanzia rubata di un bambino soldato”
- Afghanistan 2017 – “Parco giochi per bambini”
Lo sguardo di Filippo Tenti si sofferma spesso sui bambini. Accanto a quelli ripresi mentre giocano sui carri armati abbandonati, c’è il ritratto commovente di un bambino guerriero del Congo. I guerriglieri hanno devastato la sua famiglia e, sotto effetto di stupefacenti, l’hanno obbligato a uccidere sua sorella. Annientato da quello che gli è successo, il bambino ha combattuto al loro fianco fino a che non è stato salvato dai missionari Salesiani. Oggi vive in un orfanotrofio Don Bosco ma non è mai riuscito a ritrovare il sorriso e la parola.
La terza fotografia esposta in quest’ala del corridoio ci porta alle Filippine, normalmente associate a paradisi tropicali, ma anche afflitte da problemi molto gravi, come quello del terrorismo. In alcune zone, per far fronte alla povertà, la popolazione non ha altra scelta che cercare l'oro nel sottosuolo, in cunicoli illegali e pericolosissimi, in un'area sismica e senza misure di sicurezza. Il processo di estrazione dell’oro è anche molto inquinante, con conseguenze gravi sulle falde acquifere, il mare e la pesca.
Corridoio a destra
- Haiti 2025 – “Celebrazioni Vudu”
- Myanmar 2016 – “Bambina giraffa”
- Sierra Leone 2019 – “Pescatori dall’alto”
- Sierra Leone 2019 – “Un sorriso contagioso”
Anche qui c’è la fotografia di una bambina in Afghanistan, che conferma l’attenzione di Filippo Tenti per l’infanzia in contesti di guerra e povertà. Accanto, si trova una fotografia di un rito voodoo ad Haiti, un’esperienza che si è rivelata una festa meravigliosa, capace di far superare i preconcetti religiosi. Il voodoo haitiano è, infatti, un mix affascinante di tre elementi: il voodoo primordiale africano portato dagli schiavi, le conoscenze locali dei Tainos (esperti di piante e veleni) e il cristianesimo imposto dai padroni, che gli schiavi hanno mascherato associando le proprie divinità ai santi. Nonostante alcuni aspetti inquietanti, il rito è stata una festa senza spargimenti di sangue, con il sacerdote “posseduto” dal dio serpente che strisciava verso l'altare insieme ad altre partecipanti.
Nello stesso corridoio ci sono due fotografie della Sierra Leone. Una è il ritratto di una donna anziana che sorride e l’altra è una ripresa dall’alto dei pescatori alle prese con la concorrenza delle navi e pescherecci cinesi.
Sale riunioni
- Afghanistan 2022 – “Laila”
- Afghanistan 2022 – “Sapere clandestino”
- Uganda 2023 – “Bambini Karimojong”
- Uganda 2023 – “Villaggio Karimojong”
- Uganda 2023 – “Mani che chiedono di non essere dimenticate”
- Uganda 2023 – “La pace delle donne”
Le sale riunioni sono dedicate a due progetti monografici. Uno riguarda una scuola segreta in Afghanistan, iniziata da una donna coraggiosa nella cantina del suo negozio, per assicurare un’istruzione a bambine e ragazze, nonostante il divieto dei Talebani. Filippo Tenti oggi ha perso le sue tracce e non si sa che cosa sia successo di lei e della sua scuola.
L’altra sala è dedicata alla serie intitolata “La pace delle donne”, che narra la storia dei villaggi della Karamoja, dove le donne, dopo anni di guerra civile, stanche di piangere le morti di figli, compagni e fratelli, hanno indotto gli uomini del villaggio a stringere accordi di pace. È stato straordinario perché hanno collaborato tantissime donne di numerosi villaggi; hanno operato di nascosto e con dei termini per la resa così silenziosi, ma allo stesso tempo efficaci.
