Conversazione tra Giovanna Castiglioni e Sara Vivan

Nel 2019 Giovanna Castiglioni di Fondazione Achille Castiglioni e l’illustratrice Sara Vivan hanno avviato un progetto per illustrare e animare “Castiglioni in 2 sec.” (Corraini Edizioni), una collana di flip-book dedicati agli oggetti iconici di Achille Castiglioni e alle storie familiari a loro connesse. Ad oggi i titoli sono cinque (Lampadina, Basello, RR126, Parentesi e Dry) e la collana è stata selezionata per l’ADI Design Index 2020. Le tavole originali sono state esposte presso gli spazi dello Studio Lombard DCA a Milano dal 4 aprile al 14 giugno 2024.

Giovanna, raccontaci da dove nasce un'idea così particolare per parlare di design.

Sara ed io ci siamo conosciute all’area cani del parchetto vicino a casa.

Ho amato da subito questa figura longilinea che si faceva portare al parco dal proprio cane rosso, buffo e molto dolce: Menta. Sembrano entrambe uscite da un fumetto! E ironia della sorte, proprio in quel periodo stavo cercando qualcuno che materializzasse il mio desiderio di raccontare in modo più intimo la storia dei progetti di mio padre, Achille Castiglioni, integrando ricordi personali, aneddoti e processo progettuale che di solito esprimo a voce durante le mie visite guidate o alle conferenze.

La mia idea era di realizzare dei flip-book per vedere animate le storie che avevo nel cuore e nella mente. Fin da piccola ho giocato con i piccoli libri che sfogliati mostravano animali che corrono e sciatori che finiscono appallottolati nella neve e che Achille mi portava in regalo di ritorno dai suoi viaggi. Avevo però la necessità di trovare una persona che fosse capace, e sensibile allo stesso tempo, di restituire nero su bianco ciò che “correva” nella mia testa.

Abbiamo chiesto a Corraini Edizioni di credere in questo progetto per una collana di flip-book con vari soggetti e la scelta del titolo ci ha permesso di esprimere al meglio l’idea di velocità e movimento: Castiglioni in 2 sec”. Man mano che raccontavo una storia mi veniva voglia di riportarla in un libro, così, ad oggi abbiamo cinque racconti che chiamano in causa la piccola Giovanna che dialoga con vari personaggi della famiglia compresi cani e gatti e altri animali di famiglia. Sara è riuscita a tradurre i miei pensieri, le mie storie in modo sapiente, ci siamo confrontate tanto facendoci scoprire molte caratteristiche del pre-cinema. Tra Sara e me è nata una bellissima amicizia che ci ha portato anche a progettare un workshop dal titolo “Disegnare Castiglioni dal vero”, che mette in pratica le tecniche di disegno di cui Sara è abilissima ed io molto meno, ma riusciamo a coniugare racconto e disegno facendo vivere ai partecipanti un’esperienza tra oggetti progettati da Castiglioni, oggetti anonimi e molte altre storie.

Sara, e come è nato questo progetto dal punto di vista progettuale?

Grazie alla collaborazione di un amico fumettista e animatore, Fabio Ramiro Rossin, ho intrapreso questo progetto diverso da qualsiasi mia esperienza precedente.

Fino a quel momento mi ero dedicata al disegno di moda, all’illustrazione e ai fumetti, ma altra cosa è disegnare e animare un flip-book.

Un’illustrazione ben riuscita condensa un’ampia serie di significati in cui lo spettatore può immedesimarsi e apre per analogia vari livelli di lettura.

Quando ho conosciuto Giovanna avevo appena terminato di scrivere e disegnare un fumetto su Gerda Taro.

Nel fumetto il campo delle interpretazioni è più ristretto e la narrazione è modulata attraverso la giustapposizione di immagini, le vignette. Viene inserito nella narrazione l’elemento del tempo. Nei flip-book è il flusso veloce con cui si susseguono le immagini che crea il movimento. Il numero di disegni si moltiplica.

Abbiamo creato una vera e propria animazione i cui frame si sono trasformati nelle pagine che compongono ogni libro. Avevamo scelto come modello di formato “Power of ten”, il flip-book realizzato dal cortometraggio degli Eames e ci siamo dati un limite di 64 pagine per lo scorrere dell’azione.

Fabio Ramiro Rossin ha consigliato di impostare l’animazione su un registro a passo 2 su 12 frame per secondo, ovvero 6 disegni, a volte 8, per ogni secondo. Perché le pagine girassero bene e rendessero possibile la percezione del movimento è stata studiata e usata una carta tra i 180 e 220 grammi. Anche i libri sono oggetti di design!

Ironia della sorte ho cominciato a disegnare “Lampadina”, il primo della serie Castiglioni in 2 sec.”, in una situazione di assoluta immobilità.

A giugno 2019 sono caduta trascinata dal mio cane fratturandomi il bacino e ho passato due mesi e mezzo immobilizzata. In quel periodo ho cominciato a immaginare e disegnare tutti i movimenti di Giovanna bambina che corre e salta rubando Lampadina dal tavolo Cumano su cui sua mamma l’ha appoggiata. Non avevo un riferimento fotografico a cui guardare, ma ad ogni disegno aggiungevo uno spostamento di braccia e gambe, immaginando una corsa. È stata la mia unica possibilità di muovermi in quel periodo. E non solo metaforicamente. Ho scoperto che l’immaginazione motoria, una pratica di allenamento mentale in cui si immagina se stessi mentre si compie un determinato movimento, potenzia gli effetti della riabilitazione fisica.

In quel momento così difficile disegnare il flip-book ha avuto un effetto terapeutico psicologico, perché mi ha offerto la possibilità di distrarmi, ma anche fisico: immaginarmi a compiere quei movimenti ha influito sulla mia motilità.

I flip-book possono essere molto semplici oppure molto ricchi. I nostri sono complessi: dovevamo allestire scene e azioni da cui si potessero intuire le storie di famiglia che popolano i racconti di Giovanna, ma anche alcune caratteristiche degli oggetti di design di Castiglioni. Non potevamo raccontare in modo didascalico il processo di progettazione di Achille Castiglioni, ma lo abbiamo velatamente citato.

Ad esempio, in “Lampadina vediamo nella prima pagina un proiettore appoggiato al tavolino Cacciavite, e poi inizia l’azione: Giovanna bimba corre rubando Lampadina, la porta con sé sulla poltrona Sacco di Zanotta e avvolgendo il filo ci segnala come la bobina porta pellicola del proiettore sia diventata la base della lampada.

Quest’esperienza ha modificato l’approccio che avevo verso gli oggetti d’uso che popolano la mia vita. Copiare Lampadina, Basello, Dry, RR126 e Parentesi è stato come guardarli dal punto di vista di Achille e riconoscerne proporzioni e misure studiate per funzioni ben precise. Un po’ come ascoltare con gli occhi il racconto di un progetto. Il rapporto con il corpo crea la natura dell’oggetto e nella mia restituzione grafica ho voluto rispettare le proporzioni fisiche realizzate da Achille, non le ho alterate a fini estetici.

I personaggi e gli sfondi invece sono rielaborati liberamente. Mi chiedono sempre perché io non disegni in digitale. In questo caso sarebbe stato molto utile, vista la ripetitività delle immagini. Una parte del mio disegno però dipende dai miei strumenti e dal fatto che la resa non sia sempre controllabile e questo mi piace perché mi riporta al nostro doverci relazionare con l’elemento corporeo della realtà.

Il bastoncino di bambù che utilizzo cede inchiostro in modo sempre diverso e non prevedibile, come non è prevedibile tutto ciò che è corporeo. La china, che ho imparato a utilizzare praticando calligrafia giapponese, a seconda della densità produce effetti diversi: utilizzata in modo molto asciutto su carta Rosaspina Fabriano porosa crea effetti di sfumatura simili a quelli che si ottengono con la grafite. Le sequenze ripetitive dell’animazione e la copia rispettosa delle proporzioni si incontrano con un segno molto impuro, sporco e imprevedibile, che dona movimento a ogni singola immagine. Oltre al nero, il giallo, colore caratteristico della Fondazione Achille Castiglioni, è presente in tutti e cinque i flip-book. Per ogni libro abbiamo scelto un colore legato all’oggetto protagonista. In ogni libro i colori sono, quindi, solo tre e hanno una funzione ben precisa, come avrebbe voluto Achille, che era fautore del principio “togliere anziché aggiungere”.

Oltre all’oggetto protagonista ogni flip-book è dedicato a un personaggio della vita di Giovanna: Achille, Irma, Carlo, Sergio e Antonella. Li accompagnano di volta in volta gli animali di famiglia: i cani Linea e Lapis, la gatta tigrata Ipazia e il coccodrillo Giorgio (vero!) dello zio.

Giovanna bambina corre, pattina, salta e va in skateboard tra oggetti anonimi della collezione Castiglioni e pezzi iconici del design italiano (la scimmietta Zizi e le Forchette parlanti dell’amico Bruno Munari, ma anche il famoso Sacco usato anche nei film di Paolo Villaggio) che popolano casa Castiglioni, la “Casa dell’albicocco”, e ci ricordano l’esistenza di una comunità tra i designer di quella generazione.

Lavorare con Giovanna a questo progetto è stato entrare in una casa piena di movimento e animali (come era anche quella della mia infanzia negli anni ’70), dove il design degli oggetti nasce dalla sperimentazione e da uno sguardo giocoso verso la vita.

Mi sono anche molto divertita e di questo devo ringraziare oltre che Giovanna, Menta e Linea, i nostri cani che – loro malgrado – ci hanno fatto conoscere che oggi vanno d’amore e d’accordo.


Giovanna Castiglioni, figlia di Achille Castiglioni, dal 2006 ha messo in un cassetto la laurea in Geologia per gestire la stratificazione dei progetti presenti nello studio del padre, aperto al pubblico come Museo e Fondazione. Coordina le attività di archiviazione del patrimonio culturale della Fondazione e divulga il “metodo Castiglioni” rivolgendosi a un pubblico eterogeneo per età, cultura e interessi, proveniente da ogni parte del mondo. È curatrice, insieme a Chiara Alessi e Domitilla Dardi, del progetto “100x100 Achille”, una raccolta di più di 100 oggetti anonimi regalati nel 2018 da più di 100 designer di livello internazionale. Tiene conferenze e workshop in giro per il mondo puntando sull’interazione dinamica con il pubblico, al quale chiede sempre di fare ginnastica mentale. E… non sa ancora cosa farà da grande!

Sara Vivan è un’illustratrice e fumettista. È nata a Milano, dove vive, nel 1971. Dopo gli studi in Storia e il diploma in Fashion Design allo I.E.D. di Milano, ha lavorato per Aspesi, Blufin e per Alberto Biani. Ha poi frequentato l’Accademia di Nudo di Brera e si è dedicata all’illustrazione, collaborando con varie case editrici. Selezionata al Nami Concours Island nel 2019, ha pubblicato nello stesso anno la graphic novel “Gerda Taro” per Contrastobooks. Nel 2019 ha iniziato una collaborazione con Giovanna Castiglioni (Fondazione Achille Castiglioni) per illustrare e animare “Castiglioni in 2 sec.” (Corraini Edizioni).