Sostenibilità economica

La sostenibilità è come un tavolino con tre gambe e tu puoi provarci quanto vuoi a tenerlo in piedi con due ma il destino è chiaro: non starà in piedi.
E così anche il nostro racconto sugli ESG nella cultura non poteva stare in piedi senza questo numero perché non c’è due senza tre, e una trilogia di due numeri non si chiamerebbe così.

Dopo E ed S mancava la G. Governance e sostenibilità economica. Tutto ciò che permette agli altri due pilastri di poter essere messi in moto e durare nel tempo.
Le imprese devono ampliare la propria responsabilità di beneficio comune, declinare compiutamente gli obiettivi ESG non pensando che il solo impegno sull’ambiente possa essere sufficiente. La consapevolezza della necessità dell’impegno sociale (e con esso includiamo anche quello culturale di una cultura a servizio di cui abbiamo parlato nello scorso numero) perché giusto, perché necessario e anche perché anche economicamente vantaggioso è alla base dello sviluppo tanto quanto la tecnologia. E la capacità di governare queste aspirazioni, metterle a fattor comune e renderle meccanismi strutturalmente sani è fondamentale per la riuscita di un raggiungimento di una economia etica e inclusiva indipendentemente dalla ricerca o meno del profitto. Sono fattori di una stessa macchina che non possono prescindere l’uno dall’altro.

Dal rapporto con il pubblico, dallo sviluppo di partenariati pubblico-privati, dall’impegno nella co-progettazione, dal finanziamento di progetti ad alto valore sociale/culturale aggiunto, dall’assunzione di metriche di beneficio comune passa il futuro delle imprese.

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