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Brasile, per S&P è spazzatura

C’erano una volta i Bric: Brasile, Russia, India e Cina, i paesi con il più alto tasso di crescita a livello mondiale. Oggi la Cina fa notizia per il rallentamento della sua economia, la Russia fa i conti con le sanzioni imposte dall’occidente dopo l’invasione dell’Ucraina, e soltanto l’India mostra di mantenere un buon ritmo

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Il crollo delle borse, spiegato
Il crollo delle borse, spiegato

Il pessimo periodo della borsa di Shanghai è cominciato lo scorso 12 giugno. La condizione in cui si trova il mercato cinese sembra avere tutte le caratteristiche di una bolla finanziaria: i prezzi delle azioni nell’ultimo anno erano cresciuti moltissimo senza particolari ragioni collegate ai risultati delle aziende. Gran parte della crescita della borsa di Shanghai

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Il “Pil del mondo”, in un semplice grafico
Il “Pil del mondo”, in un semplice grafico

Gli Stati Uniti, da soli, producono più del 23 per cento della ricchezza mondiale. L’Italia, in compenso, rappresenta poco meno del tre per cento del “Pil globale.” Il sito Visual Capitalist, specializzato in rappresentazioni grafiche di dati economici, ha realizzato un grafico definito dagli autori «la più semplice suddivisione dell’economia mondiale». viaIl “Pil del mondo”, in

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Non ci sono più le riprese di una volta

Dotare l’Italia di un mercato del lavoro, di una pubblica amministrazione, di un sistema fiscale, di una scuola e di una giustizia civile che aiutino l’economia servirebbe ad allungare e irrobustire la crescita anche con scenari meno favorevoli. Altrimenti il rischio che la ripresa duri molto molto meno di otto trimestri diventerà terribilmente concreto. viaNon

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Intervista a Richard Sennett
Intervista a Richard Sennett

Il nuovo capitalismo ha smantellato le istituzioni e ha trasformato le carriere in meri lavori. Le carriere di un tempo richiedevano un impegno continuativo sia nella costruzione di un corredo di competenze individuali, affidabili, salde, sia nella tessitura di un insieme di relazioni sia verticali sia orizzontali. Negli anni Sessanta e Settanta la negoziazione fra

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I disoccupati che non cercano lavoro
I disoccupati che non cercano lavoro

Sette anni di economia stagnante possono mettere alla prova la buona volontà di chiunque: sembra che in Italia molte persone senza lavoro abbiano deciso di lasciar perdere e smettere di cercarlo. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, definisce “disoccupati” solamente quelle persone che hanno cercato attivamente lavoro almeno una volta negli...

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La dichiarazione dei diritti in internet
La dichiarazione dei diritti in internet

Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza. Ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica. Ha modificato l’organizzazione

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Salario minimo: la difficile scelta del livello
Salario minimo: la difficile scelta del livello

Un livello troppo basso di salario minimo sarebbe chiaramente inutile, se non addirittura una potenziale base per l’abbassamento degli stipendi. D’altra parte, se fissato a un livello eccessivo, il minimo legale rischia di creare disoccupazione e lavoro nero. Il calcolo del livello minimo è quindi cruciale. E non semplice. Innanzitutto, un salario minimo legale dovrebbe

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Perché sarà la povertà (e non la Grande Bellezza) a salvare l’Italia
Perché sarà la povertà (e non la Grande Bellezza) a salvare l’Italia

Goffredo Parise – sulle medesime pagine del “Corriere della Sera” in cui Pasolini pubblicava i suoi affondi chirurgici al cuore della mutazione in atto negli anni Settanta – poteva portare avanti con la sua proverbiale elegante semplicità questo geniale ribaltamento dei (neonati, allora) paradigmi consumistici: «Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di

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Le promesse di Renzi sul tax free
Le promesse di Renzi sul tax free

Una delle prime manovre annunciate dall’attuale governo ha avuto come oggetto la cultura e come slogan il cosiddetto Artbonus. Con tale strumento (fra l’altro molto migliorabile) il team di Renzi voleva intraprendere una conversazione di tipo comunicativo con una larga parte dell’elettorato italiano, che lamentava nelle precedenti legislature una scarsa attenzione alle grandi...

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