Il rilancio delle indennità per i lavoratori nei lavori del decreto rilancio

Il rilancio delle indennità per i lavoratori nei lavori del decreto rilancio

L’attesissimo decreto di aprile diventato poi decreto di maggio prima di essere definitivamente battezzato Decreto Rilancio, tra i molteplici articoli, tratta anche delle indennità spettanti ad alcune categorie di lavoratori autonomi per i mesi di aprile e maggio 2020.

Per il mese di aprile, l’indennità rimane definitivamente confermata per un importo pari a 600 euro ed interessa le seguenti categorie di lavoratori non dipendenti:

  1. liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 ed iscritti alla gestione separata INPS.
  2. lavoratori titolari di rapporto di co.co.co attivi alla data del 23 febbraio 2020 ed iscritti alla gestione separata INPS.
  3. lavoratori autonomi iscritti alla gestione speciale dell’AGO (artigiani e commercianti).
  4. lavoratori stagionali ed in somministrazione del turismo e degli stabilimenti termali.
  5. lavoratori dello spettacolo che non siano titolari di rapporti di lavoro dipendente né di redditi da pensione alla data del 19 maggio 2020, con almeno 7 giornate contributive nel 2019 e con redditi fino a 35.000 euro.
  6. lavoratori stagionali, intermittenti e privi di partita IVA.

Caso particolare è quello dei lavoratori agricoli a tempo determinato non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo e che abbiano già beneficiato dell’indennità di 600 euro per il mese di marzo, il bonus spettante per il mese di aprile è fissato in misura pari a 500 euro.

I soggetti, che hanno già beneficiato dell’indennità di 600 euro per il mese di marzo 2020, si vedranno automaticamente riconosciuta l’indennità anche per il mese di aprile, senza necessità di presentare una nuova istanza.

Per il mese di maggio 2020 l’indennità viene incrementata a 1.000 euro, ma non per tutti. Per aver diritto all’indennità relativa al mese di maggio:

  • i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 19 maggio 2020, devono provare di aver subito una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre (marzo/aprile 2020), rispetto al reddito del medesimo periodo del 2019.
  • i co.co devono aver cessato il rapporto di lavoro alla medesima data (19 maggio 2020), essere iscritti alla Gestione separa INPS, non essere titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
  • i lavoratori dipendenti stagionali e in somministrazione, impiegati nel settore turismo e negli stabilimenti termali dovranno aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, e non essere titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data del 19 maggio 2020.

I liberi professionisti titolari di partita IVA, come indicato sopra, devono dimostrare la riduzione del 33% del reddito che sarà determinato secondo il “principio di cassa” come differenza tra ricavi/compensi incassati e spese effettivamente sostenute nel periodo interessato (si attendono chiarimenti in merito al calcolo del reddito infrannuale)

La riduzione del reddito del 33% dovrà essere autocertificata e sarà oggetto di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Sempre per il mese di maggio è prevista un’indennità pari a 600 euro per gli altri lavoratori stagionali, intermittenti e privi di partita iva. La stessa indennità è prevista anche per i lavoratori dello spettacolo.

È stato introdotto per i lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali e che non siano conviventi con il datore di lavoro, un’indennità di 500 euro per i mesi di aprile e maggio 2020

Infine, per i professionisti iscritti agli ordini professionali (medici, dottori commercialisti, notai, avvocati, ingegneri, geometri,…), che versano i contributi alle rispettive Casse di previdenza privata, al momento non è prevista l’erogazione di alcun contributo, in attesa dell’emanazione di un nuovo decreto in materia.

@Gi.Ma. 

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