Rappresentazione in bilancio dei fatti rilevanti successivi alla chiusura dell’esercizio nel caso del Covid

Rappresentazione in bilancio dei fatti rilevanti successivi alla chiusura dell’esercizio nel caso del Covid

Per la maggior parte delle imprese la pandemia da COVID 19 ha coinciso, tra l’altro, con il periodo in cui ci si accingeva alla predisposizione dei bilanci dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019. Quali possono essere gli impatti e le conseguenze degli eventi epidemici sul processo di redazione dei bilanci? In che modo dare conto nell’informativa societaria e nelle valutazioni di bilancio di quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo nel nostro Paese ed i tutti gli altri senza distinzione di confini e di mercati? 

In questo particolare momento le indicazioni che arrivano da esperti ed accademici sono abbastanza univoche, confortate da ultimo dalla recente pubblicazione da parte di ASSONIME di un caso di studio dedicato proprio all’impatto della pandemia Covid 19 sui bilanci delle imprese relativi all’esercizio 2019. 

Le tematiche più rilevanti sono essenzialmente quelle relative a: 

  • eventuale revisione e rettifica dei conti 2019 
  • informativa sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio 
  • valutazioni in merito alla continuità aziendale 

In questa sede ci limiteremo ad esaminare solo i primi due punti, rinviando ad un successivo intervento le considerazioni in tema di continuità. 

Per la maggior parte delle imprese italiane che applicano i principi contabili OIC vi è l’obbligo, ai sensi dell’art. 2427 c. 1 n. 22-quater occorre inserire nella nota integrativa informazioni relative tanto alla natura dell’evento rilevante successivo alla chiusura dell’esercizio che al suo effetto in termini di risultato economico, consistenza patrimoniale e posizione finanziariao in alternativa occorre spiegar le ragioni per cui non si è in grado di quantificare e determinare tali effetto.  

Il principio OIC 29 individua tre possibili scenari alternativi che si possono presentare: 

  1. fatti successivi alla chiusura dell’esercizio che abbiano impatto sui valori di bilancio; 
  2. fatti successivi alla chiusura dell’esercizio privi di impatto sui valori di bilancio o, comunque, tali da non comportare una loro variazione;
  3. fatti successivi alla chiusura dell’esercizio che abbiano incidenza o effetti sulla continuità aziendale. 

In relazione alla fattispecie che si presenta si modificano i gli obblighi ei comportamenti da assumere, in sede di redazione del bilancio. 

È opinione ampiamente condivisa che le imprese in questa fase non siano tenute a procedere alla rettifica dei conti ed alla revisione delle stime nel bilancio 2019 dovendo limitarsi, obbligatoriamente, a fornire, nella nota integrativa, tutte le informazioni relative ad eventi considerati rilevanti per l’impresa ed aloro conseguenti effetti, salvo situazioni che possano mettere a rischio la continuità aziendale. Infatti, i principi contabili (tanto IAS che OIC) impongono la rettifica dei valori di bilancio solo quando i fatti di cui si viene a conoscenza dopo la chiusura dell’esercizio risultavano già in essere prima della data di chiusura. Dal momento che la diffusione dell’epidemia COVID 19 è iniziata e si è conclamata solo dal gennaio 2020 ci si trova esattamente in tale fattispecie. Per altro in un momento di elevata incertezza, in cui le variabili da considerare per stimare gli effetti dell’epidemia non sono ancora del tutto chiare, occorre fare molta attenzione nel fornire in nota integrativa stime o previsioni poco affidabili e verificabili. 

Va da sé che le società che utilizzeranno la possibilità, concessa dal DL 18/2020, di ricorrere al maggior termine dei 180 giorno per l’approvazione del bilancio dovranno necessariamente elevare il livello di dettaglio informativo in considerazione delle maggiori informazioni che si rendono via via disponibili. 

Un’ultima annotazione per dare conto delle imprese, e non sono poche, che in considerazione delle proprie dimensioni sono tenute alla redazione del bilancio in forma abbreviata o “micro”, anche per loro sussiste l’obbligo di inserire indicazioni circa i fatti rilevanti verificatesi dopo la chiusura dell’esercizio e di commentarne i possibili effetti se determinati o determinabili. 

@Pi.Pr.

Erogazioni liberali e COVID-19: istruzioni per l'uso Decreto liquidità: modifiche ai termini di versamento dell'imposta di bollo
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *