Bonus facciate, i punti essenziali

Bonus facciate, i punti essenziali

Lo Studio Legale Galanti Meriggi & Partners ha riassunto le novità legate all’introduzione del bonus facciate.

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Nella Legge di Bilancio 2020 (art.1, commi 219-224 Legge 27 dicembre 2019 n.160), è stato previsto il cosiddetto “bonus facciate”, ovvero la possibilità di ottenere una rilevante detrazione in ambito fiscale (imposta lorda), pari al 90% delle spese sostenute per interventi finalizzati al recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici.

In presenza di molteplici dubbi interpretativi sulle nuove norme, si era in attesa di ricevere indicazioni e chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. La relativa Circolare è stata pubblicata in data 14 febbraio 2020.

Vengono di seguito evidenziati solo alcuni dei punti essenziali trattati nella Circolare, trattandosi di documento esteso ed articolato (una vera e propria Guida composta da ben 21 pagine).

  • In merito all’ambito soggettivo delle nuove disposizioni, è stata chiarita la loro applicabilità a “persone fisiche compresi gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti nonché i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti, società di persone, società di capitali)”.  

A fini della detrazione, i soggetti interessati devono essere proprietari, nudi proprietari o titolari di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) sull’immobile ovvero esserne detentori per locazione o comodato con autorizzazione del proprietario per l’esecuzione dei lavori.

  • Sotto il profilo oggettivo, la detrazione d’imposta è ammessa in relazione agli interventi di recupero o restauro della “facciata esterna” di edifici già esistenti; sono pertanto esclusi gli interventi effettuati su immobili in costruzione o mediante demolizione e ricostruzione.

Gli edifici devono rientrare in zone specifiche: tutti gli agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale ovvero diverse aree almeno parzialmente edificate, con limiti minimi di densità territoriale specificamente previsti.

Gli interventi devono riguardare il recupero o restauro della facciata esterna, limitatamente alle sue “strutture opache”, ai balconi ed ai fregi.

Il “bonus” opera anche per le facciate interne, solo se visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

Ai fini dell’agevolazione fiscale, gli interventi che non siano solo di pulitura o tinteggiatura esterna ma anche influenti sotto il profilo termico per una parte superiore al 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, devono soddisfare anche specifici requisiti minimi, già oggetto di pregresso Decreto Ministeriale (Decreto dello Sviluppo Economico 26 giugno 2015).

  • Non è previsto un limite massimo di spesa, ai fini della detrazione, ferma restando l’eventualità di controlli, da parte dell’Amministrazione, sulla congruità dei costi rispetto agli interventi effettuati.

La detrazione d’imposta si applica sia ai fini IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) sia ai fini IRES (imposta sul reddito delle persone giuridiche).

Per le persone fisiche ed enti non commerciali, è essenziale che la spesa sia stata sostenuta nel corso dell’anno 2020 (criterio “per cassa”).

Per le imprese individuali, società ed enti commerciali, deve trattarsi di spese da “imputare” al periodo di imposta al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di effettuazione degli interventi e dei pagamenti (criterio “per competenza”).    

In ambito condominiale, per la fruizione del “bonus”, occorre che la spesa, da parte del Condominio, sia stata sostenuta nell’anno 2020, indipendentemente dalle modalità di ripartizione delle rate in capo ai singoli condomini.

  • La detrazione d’imposta viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo, da far valere nel periodo d’imposta al 31 dicembre 2020 e nei nove periodi d’imposta successivi.

Nel caso in cui non sia detraibile l’intera quota di spesa nel periodo annuale d’imposta, non vi è possibilità di rimborso ovvero di recupero nelle annualità successive.

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* Marco Emanuele Galanti – Fabio Meriggi

*Studio Legale Galanti Meriggi & Partners

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