Crediti erariali e forfettini: qualche cosa da sapere prima che l’anno nuovo inizi

Crediti erariali e forfettini: qualche cosa da sapere prima che l’anno nuovo inizi

Un paio di novità fiscali di cui tenere nota.

UTILIZZO CREDITO

A partire dal 1° gennaio 2020 i crediti, annuali o infra-annuali, relativi all’IVA, alle imposte sui redditi (Irpef ed Ires), comprese le addizionali comunali e regionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) possono essere utilizzati liberamente in compensazione se non viene superata la soglia dei 5.000 euro annualmente e per singolo tributo.  Mentre, se la compensazione risulta essere di importo superiore a 5.000 euro, la sua effettuazione è subordinata alla preventiva presentazione della dichiarazione annuale dei redditi. In particolare, un credito sopra-soglia (5.000 euro) potrà essere utilizzato in compensazione dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione, a condizione che sulla stessa dichiarazione venga apposto il visto di conformità ovvero sia redatta l’attestazione del revisore incaricato del controllo contabile.

I soggetti abilitati all’apposizione del visto di conformità sono:

  • I CAF;
  • I dottori commercialisti, gli esperti contabili e i consulenti del lavoro;
  • I periti e gli esperti delle Camere di Commercio iscritti dal 30 settembre 1993.

L’adempimento riguarda i crediti già maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019

I limiti in specie non si applicano alle compensazioni relative a crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta volte al recupero di eccedenze di versamento delle ritenute o riferibili ad agevolazioni che riguardano i dipendenti, come i rimborsi da modello 730 e il bonus Renzi.

 

FORFETTINI

Oltre ai requisiti richiesti nel 2019 dal 1 gennaio 2020, per poter accedere o permanere nel regime forfettario occorre che nel corso dell’anno 2019:

  1. non hanno sostenuto spese per lavoro dipendente, accessorio e collaborazioni superiori ad euro 20.000;
  2. non hanno percepito redditi da lavoro dipendente, assimilati e pensione per un importo superiore a 30.000 euro. La verifica di questa condizione non è necessaria se il rapporto di lavoro è cessato.

I due requisiti indicati sopra, dovranno continuamente essere soddisfatti di anno in anno.

Ricordiamo che, nel caso di passaggio dal regime forfettario a quello ordinario i ricavi e compensi maturati nel 2019 che verranno incassati nel 2020 saranno sottoposti al regime dell’anno in cui si manifestano e cioè quando verranno incassati

Dal 2020, inoltre, diviene obbligatorio anche per i titolari di partita IVA in regime forfettario l’emissione degli scontrini elettronici. La fatturazione elettronica rimane facoltativa, anche se è stato introdotto un regime premiale a favore di chi la utilizza. In particolare, per soggetti passivi d’imposta il cui fatturato sarà composto esclusivamente da fatture elettroniche il termine di decadenza per l’accertamento sarà ridotto di un anno del termine quinquennale di accertamento.

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