IVA a cavallo, quel che dice la legge

IVA a cavallo, quel che dice la legge

Tenendo conto della attuale normativa sulla fatturazione elettronica, per le fatture d’acquisto nel periodo a cavallo d’anno, quindi quelle emesse a dicembre ma la cui ricezione avviene in gennaio, il credito IVA in rivalsa potrà essere utilizzato unicamente nel mese di gennaio, anche se le fatture sono stata ricevute entro il 15 gennaio del nuovo anno.

A fini di completezza, una fattura si considera recepita nel momento in cui è stata consegnata al destinatario, tramite lo SDI, ovvero, qualora confluisca tra le fatture messe a disposizione, nel momento di presa visione da parte del destinatario.

A titolo di esempio, se una fattura viene emessa da un fornitore il 25 ottobre e recepita dal destinatario il 15 novembre, ipotizzando che il soggetto ricevente sia obbligato alla liquidazione mensile dell’IVA, lo stesso potrà detrarsi il credito IVA in rivalsa nel mese di ottobre.

Invece, se una fattura viene emessa il 27 dicembre e consegnata il 4 gennaio, quel credito potrà essere utilizzato solo nella liquidazione Iva del gennaio 2020.

Infatti, per espressa previsione normativa, non è applicabile il meccanismo della retrodatazione dell’IVA rispetto alla data di ricezione quando si ha il cambio di anno di competenza.

In ogni caso, l’IVA delle fatture ricevute dal destinatario a dicembre 2019, benché non registrate entro l’anno potrà essere inserita e detratta con la dichiarazione IVA 2019, che sarà presentata entro il 30 aprile 2020; qualora la registrazione contabile avvenga dopo il 30 aprile 2020, quindi oltre il termine per l’invio della dichiarazione l’IVA a credito risulterà non recuperabile.

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