Il coraggio di uno studio

Il coraggio di uno studio


È questo il coraggio: tuffarsi, nuotare, abbandonarsi soli nell’acqua, i sensi in agguato, la mente libera. Scegliere, nuotare sempre un po’ più in là, immaginare una nuova sponda, un arrivo da qualche parte in cui saremo comunque diversi. Immaginare il futuro e anche il ritorno nel caso, perché no.

Una cosa tipo Eric Moussambani, detto l’anguilla, arrivato alle batterie dei 100 metri alle Olimpiadi di Sidney da nuotatore autodidatta. Erano in 3 ma è rimasto solo da subito, gli altri squalificati per falsa partenza, a sentire gli applausi di 17.000 persone per il suo tuffo di pancia, la prima vasca lenta, la seconda lentissima, la più lenta che le Olimpiadi ricordino. Ma si può diventare eroi anche solo per una idea. Per aver immaginato possibile che un pallavolista mancato della Guinea Equatoriale che non aveva mai visto una piscina potesse vincere la sua personalissima medaglia d’oro.

E serve coraggio a essere governatore della Banca d’Inghilterra e auspicare una valuta digitale per superare l’egemonia del dollaro, stabilizzare i mercati finanziari, svincolare il mondo dalle decisioni di qualche influente burocrate. Serve un tuffo nel futuro, la consapevolezza del costante cambiamento, l’intuizione della strada che sarà. Anche in finanza. Perché il futuro passa da lì, dal mondo multipolare della rete intelligente, dalle opportunità che crea di connettere senza mettersi al centro ma solo a servizio.

Ecco. Coraggio. Come quello di un ragazzino dai pochi muscoli che si ritrova non si sa come a giocare una finale di tennis di fronte a colui che più si avvicina all’intelligenza artificiale di quello sport e si ritrova sotto di due set in una partita scontata. L’idea che le cose debbano seguire le regole, che la vita sia un susseguirsi di comportamenti sociali, che le macchine vinceranno sempre non funziona. Chang fa quello che nessuno avrebbe fatto. Comincia a battere dal basso, alza pallonetti senza senso, per rispondere si mette a metà campo. Rompe gli schemi. Lendl va in confusione, si offende, non capisce. Lui, il re, la macchina. E perde.

E allora think different. Perché la realtà è quella che è e non la conosciamo mai abbastanza per permetterci di non pensare in maniera differente, di non avere una visione che ci permetta di immaginare un futuro che sia un po’ più in là. Trovare nuove strade, cercare nuovi modi, altre vie. Perchè serve per immaginare lo studio del futuro.

Il progresso ci offre immense possibilità e nuove sfide e solo uno studio moderno, con lo sguardo a ciò che sarà può essere un affidabile compagno di viaggio per chi alla crescita e all’evoluzione ogni giorno affida il proprio essere.

Glocal, legato sì alle origini locali ma capace di immaginare nuove sfide come Moussambani. Capace di trasformarsi per poter trasformare.

Tecnologico e mobile, come una moneta digitale, consapevole dei cambiamenti che dirigono il mondo e in grado di sfruttarne gli effetti positivi, capace di portare il materiale nell’immateriale.

Comunicativo, perché la conoscenza passa dalle connessioni, dai rapporti, delle relazioni. Capace di distinguersi nei servizi offerti, nelle specializzazioni, nell’immagine. Essere aperto, senza barriere di pensiero, capace di mescolare persone e idee. Come Michael Chang.

Un luogo aperto, creativo, propositivo. Coraggioso, appunto.

LombardDCA | Execus #lombardgreen
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *