S. Come Settembre. Come StudioLombard

S. Come Settembre. Come StudioLombard

A Klagenfurt un artista trasformerà lo stadio in una foresta. Uno stadio bellissimo e inutile per il suo scopo principale, il calcio: 30mila posti a sedere, tutti coperti, in una cittadina di 100mila abitanti con una squadra talmente scarsa che gioca in una specie di ridotto più che sufficiente a contenere i 1800 locali che si appassionano al maschio e identitario gioco della seconda divisione austriaca.

Littmann, l’artista di cui sopra, uno svizzero a cui i nativi non hanno risparmiato insulti come a ogni altro extracomunitario (cose tipo ‘viene a sperperare i nostri soldi’ anche se i costi dell’opera saranno tutti coperti da finanziatori privati mentre costruire il modernissimo baraccone è costato 66,5 milioni di euro o anche infamanti ma provate accuse come ‘porta alberi dall’estero’, alberi che alla fine del progetto verranno trapiantati nella periferia di Klagenfurt, donati alla città) pianterà 299 arbusti di 18 specie diverse sopra il campo da gioco (quale gioco?), costruirà un ecosistema boscoso sulle gradinate, denuncerà l’idea della natura ridotta a spettacolo. E dal 9 settembre al 27 ottobre darà un senso a un edificio che un senso non ha più, frutto di una visione miope, di un senso del denaro che evidentemente non solo in Italia spesso sfugge. Che vale solo come scambio politico. Perché il rapporto con il denaro è una cosa complicata e troppo spesso sopravvalutata.

Prendete la nostra professione, troppo spesso ridotta a cose di tasse e di cifre e di soldi e conteggi. A maneggi di denaro, imposte da pagare, contabilità obbligatorie. Uno stadio che rischia di ritrovarsi vuoto. Ma non è per questo che ci siamo noi. Non solo. Non principalmente. Non così.

È evidente che chi lavora lo fa anche per vivere, per guadagnare, per potersi permettere e per poter condividere. Lo facciamo anche noi e in questo non c’è nulla di male. Ma le monete hanno una doppia faccia e quella nascosta è spesso la più importante.

Ad Alrles da 50 anni ci si incontra per il festival di fotografia più importante d’Europa, forse del mondo. Quest’anno una delle opere più interessanti non era una immagine statica come il padiglione Italia alla Biennale ma un video, neanche nuovo. Nel 2012 la zecca francese ha commissionato a Mohamed Bourouissa un lavoro per raccontare in maniera contemporanea i luoghi in cui il denaro nasce, materialmente. Bourouissa ha utilizzato Foetus, una canzone di Booba per montare le immagini che riproducono la fabbricazione di monete con la faccia del simpatico rapper francese condannato a 18 mesi per uno scambio di vedute in stile Conte-Salvini con un collega all’aeroporto di Orly.

All-in è un video bellissimo e denso dall’inizio alla fine e racconta delle due facce della moneta, del valore dicotomico del denaro simbolo di integrazione e successo e con una innata capacità di distruzione e di esclusione.

Il nostro studio questo fa. Collega lo spirito imprenditoriale alla visione sociale delle persone, comprende la ricerca del valore e aiuta i suoi clienti ad evitare le trappole della crescita e degli imprevisti.

Crede nella visione, nell’equilibrio, nella prospettiva. Che il lavoro è testa e croce, mai una medaglia con un lato solo. Che la conoscenza ha molti aspetti e serve equilibrio, che ciò che altri chiamano skills, startup, impatto, stakeholder, gestione, cultura noi lo chiamiamo persone e idee. E che non basta immaginare uno studio o uno stadio per poterlo riempire: occorre piantare alberi che crescano e che sappiano fare frutti.

Crede nella collaborazione e nel suono della musica fatta da più strumenti. Crede i suoi clienti siano compagni di viaggio di ogni giorno al suo nuovo inizio.

Che siano un settembre, sempre.

Ricominciamo.

 

 

 

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1 Comment

  • Donatella 2 settembre 2019 at 8:04

    Buon Anno e buon inizio a tutti voi!
    Lunga vita agli alberi che crescono e a quelli che verranno piantati! Riflettere sempre sul ‘senso’ delle relazioni e sempre un grande nutrimento per noi tutti ….
    Grazie!

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