Estensione applicazione split payment dal 1° luglio 2017

Estensione applicazione split payment dal 1° luglio 2017

A decorrere dal 1 luglio 2017, con l’approvazione del DL 50/2017, l’applicazione del meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti), già previsto solo per le operazioni verso la pubblica amministrazione, è stato esteso anche nei confronti dei seguenti soggetti:

  1. Società controllate, direttamente dalla Presidenza CdM e dai Ministeri;
  2. Società controllate, direttamente dagli enti pubblici territoriali (Regioni, Provincie, Comuni, Città Metropolitane, Comuni e unioni di Comuni);
  3. Società controllate, direttamente e indirettamente, dalle società di cui ai punti 1) e 2);
  4. Società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana;

Gli elenchi aggiornati delle società soggette all’applicazione della scissione dei pagamenti sono reperibili tramite il link del Ministero Economia e Finanza di seguito riportato: http://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-nazionale/Manovra-di-Bilancio-2017/Scissione-dei-Pagamenti-d.l.-n.-50_2017/

Considerata la difficoltà ad individuare le società controllate direttamente da parte di Ministeri ed Enti territoriali gli elenchi potrebbero non essere esaustivi.

Ai sensi dell’art. 17-ter comma 1-quater del DPR 633/72 è previsto che i fornitori, prima di emettere fattura, possano richiedere ai propri clienti il rilascio di un documento attestante la loro riconducibilità a tale condizione. Pertanto:

  • le Pubbliche Amministrazioni e le società di cui all’art. 17-ter co. 1 e 1-bis sono tenute a rilasciare detta attestazione;
  • il fornitore è tenuto ad applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti all’operazione effettuata.

L’estensione dell’applicazione dello split payment riguarda anche i professionisti. Questi ultimi, fino al 30/06/2017, erano stati esentati dall’emettere fatture con la scissione dei pagamenti nei confronti della pubblica amministrazione. Dal 1 luglio anche i professionisti che emettono fattura nei confronti della PA, delle società controllate pubbliche e delle società quotate devono emettere fatture con applicazione della scissione dei pagamenti.

In cosa consiste lo split payment

Lo split payment è un meccanismo introdotto dall’art 17 ter del DPR 633/1972 con il fine di limitare le frodi IVA. Con lo split payment, infatti, il debitore dell’imposta non è il cedente bensì il committente.

In pratica per le operazioni nelle quali i committenti sono i soggetti di cui sopra, la fattura sarà emessa con l’evidenza dell’IVA e con l’annotazione “scissione dei pagamenti ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/72” (si ricorda che le fatture verso P.A. sono in formato elettronico). L’IVA esposta in fattura non verrà versata all’Erario dal cedente ma dal proprio committente. Quindi l’importo da liquidare dal committente/cliente risulterà essere al netto dell’iva.

Esemplifichiamo quanto appena detto:

Supponiamo che la società Alfa S.r.l. debba vendere un bene (o prestare un servizio) alla società Beta S.r.l. controllata da un comune.

La società Alfa emetterà una normale fattura di vendita con l’indicazione che si tratta di un operazione soggetta a scissione dei pagamenti ai sensi dell’art 17 ter DPR633/1972. L’iva esposta nella fattura di Alfa verrà versata da Beta.

Sotto un esempio di fattura

Alfa S..r.l.Sede legaleVia ………….. n……..Cap ………..(………)Codice fiscale:Partita IVA:Beta S.r.l.Via ………….. n. 6Cap………… (MI)Partita Iva: ……………Fattura n. …. del …….Descrizione bene o servizioImponibile   Euro 10.000,00IVA 22%   Euro   2.200,00TOTALE FATTURA  Euro 12.200,00Netto da pagare  Euro 10.000,00Operazione soggetta a “split payment” ex art. 17-ter del DPR 633/72

Contabilmente per Alfa registrerà l’iva a debito e a credito di un apposito conto al fine di ridurre il credito verso il cliente e annullare il debito verso l’erario.

Sotto si riporta una possibile scrittura contabile[1] della fattura sopra:

DataDescrizioneDareAvere
……Fattura …. Beta S.r.l.10.000,00
……Iva Split Payment2.200,00
……Iva Split Payment2.200,00
……Ricavo10.000,00

Mastrini:

Operazioni non rientranti nello split payment

Le cessioni e prestazioni per le quali non è prevista l’applicazione dell’IVA (operazioni non imponibili e operazioni esenti) non rientrano nella disciplina dello split payment perché non vi è alcun rischio di frode, non sussistendo l’addebito dell’imposta al cessionario o committente.

Rientrano in queste casistiche le operazioni:

  • le operazioni di cui all’art. 8 comma 1 lettera a) del DPR 633/72 (esportazioni il cui cessionario è soggetto italiano),
  • le operazioni esenti art. 10 comma 1 nn. 1-4 e 9 del DPR 633/72 (operazioni di natura finanziaria rese nei confronti di banche e assicurazioni quotate) e
  • le operazioni di cui all’art. 10 comma 1 n. 18 del DPR 633/72 (prestazioni dei medici e professionisti sanitari);
  • non documentate da fattura;
  • soggette a reverse charge (ossia le operazioni per le quali il cessionario o committente è debitore d’imposta);

soggette a regimi speciali di determinazione dell’IVA (es. regime monofase dell’editoria ex art. 74 del DPR 633/72, regime del margine ex artt. 36 ss. del DL 41/95, ecc.).

Si attendono chiarimenti in merito alle operazioni non imponibili ai sensi dell’art. 8 comma 1 lettera c) del DPR 633/72 (lettere di intento). Non è ancora chiaro se gli esportatori abituali compresi negli elenchi già sopra menzionati possano proseguire nell’utilizzo del plafond oppure no.

*

[1] Alcuni software potrebbe usare un contro transitorio che poi andrà chiuso con il credito verso cliente

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