Codice del Terzo settore in pillole: meno vincoli per il non profit

Costituzione: per l’acquisto della personalità giuridica, attraverso l’ iscrizione al registro del terzo settore, sarà sufficiente l’intervento del notaio e non più passare per la regione (riconoscimento regionale) o le prefetture (riconoscimento nazionale).

RUN: istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Patrimonio minimo: per l’ottenimento della personalità giuridica, è pari a 15 mila euro per il riconoscimento delle associazioni e 30 mila per le fondazioni.

Denominazione sociale: obbligo di indicare nella denominazione sociale, a prescindere dalla natura giuridica dell’Ente non profit, l’indicazione di Ente del Terzo Settore, sia in forma esplicita sia in forma abbreviata.

Modello EAS: abolizione dell’obbligo di presentazione del modello EAS come condizione essenziale per godere delle agevolazioni fiscali.

Redazione Bilancio di esercizio con relazione di missione: sarà formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale (con indicazione delle entrate, dei proventi, delle uscite e dei costi) e dalla relazione di missione il cui fine è quello di fornire informazioni su tre ambiti principali, ossia missione e identità dell’ente; attività istituzionali volte al perseguimento diretto della missione; attività strumentali come la raccolta fondi e la promozione istituzione. La relazione di missione dovrà fornire informazioni sulle poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie. Il bilancio degli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate, inferiori a 220.000 euro, potrà essere redatto nella forma del rendiconto finanziario per cassa.

Amministratori: non sono più previsti diversi regimi di responsabilità per gli amministratori di associazioni riconosciute e non. Le regole in tema di amministratori dovrebbero essere quelle adottate per le società di capitali. Per le decisioni in conflitto di interessi valgono le regole degli amministratori di srl. Non sarebbe ammissibile la nomina dell’ amministratore unico, visto il principio di democraticità tipico delle associazioni.

Controlli: Nelle fondazioni, la nomina di un organo di controllo, anche monocratico, è sempre prevista. Dal lato delle associazioni, sarà necessario nominare un organo di controllo se si superano due dei seguenti parametri, per due esercizi consecutivi: a) Totale attivo dello stato patrimoniale 110 mila euro, b) Ricavi, rendite, proventi entrate comunque denominate 220 mila euro; c) dipendenti in media durante l’ esercizio 5 unità; vi è l’obbligo di nominare soggetti autorizzati a svolgere le funzioni di sindaco ai sensi dell’ art. 2397, comma 2, c.c. che vigilerà sul rispetto delle disposizioni di cui all’ art. 2403 c.c. e fungerà da organo di vigilanza di cui al d.lgs. 231/01. Esso dovrebbe svolgere anche la revisione legale dei conti nel caso in cui ciò non sia delegato ad un revisore esterno. Quando invece l’ ente non profit superi: a) totale attivo dello stato patrimoniale 1.100 mila euro; b) ricavi, rendite, proventi entrate comunque denominate 2.200 mila euro; c) dipendenti in media durante l’ esercizio 12 unità, dovrà nominare un revisore esterno o una società di revisione.

Controllo giudiziario: Minoranze qualificate degli associati (10%), l’organo di controllo nonché il soggetto incaricato della revisione legale dei conti, oppure il PM potranno attivare l’ art. 2409 c.c., in caso di gravi irregolarità degli amministratori. Tale possibilità non si applicherebbe agli enti ecclesiastici ed alle confessioni religiose che hanno stipulato patti, accordi o intese con lo stato.

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