Appunti per una definizione di welfare culturale

Appunti per una definizione di welfare culturale

Il termine ‘welfare culturale’ sta acquistando una certa popolarità nel dibattito italiano sulle politiche culturali, che sembra avere sempre bisogno di parole chiave da utilizzare come passepartout comunicativi, ma che non sempre esprime una sufficiente attenzione verso il loro senso e soprattutto i loro presupposti concettuali. Nel caso del welfare culturale, questo pericolo è particolarmente serio.

L’accostamento tra welfare e cultura è sicuramente accattivante, ma un uso troppo disinvolto di questa terminologia può facilmente finire per svuotarla di senso, depotenziando così una sfera di azione che al contrario può acquistare grande significato nelle politiche future, culturali e non solo, a livello italiano, europeo e globale.

Parlare di welfare culturale vuol dire, in ultima analisi, inserire in modo appropriato ed efficace i processi di produzione e disseminazione culturale all’interno di un sistema di welfare e quindi farli diventare parte integrante dei servizi socio-assistenziali e sanitari che garantiscono ai cittadini le forme di cura e accompagnamento necessarie al superamento di criticità legate alla salute, all’invecchiamento, alle disabilità, all’integrazione sociale e a tutte le problematiche a cui si associa il riconoscimento di un dovere di tutela sociale.

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