All’art bonus non bastano i finanziatori

 

Per capire di cosa siamo capaci a volte basta guardare a cosa è già stato fatto. Uno degli interventi del convegno dello scorso 15 dicembre raccontava proprio questo.

Irene Sanesi è innanzi tutto un dottore commercialista ma è, contemporaneamente, tante altre cose tra cui presidente della commissione Economia della Cultura dell’UNGDCEC, presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana che gestisce il Centro Pecci a Prato e presidente dell’Opera di Santa Croce.

Proprio in quest’ultima veste si è resa protagonista di una best practice in cui si sono fuse le capacità insite nella nostra professione con le intenzioni di un ente proprietario, di un benefattore privato che ha goduto dell’art bonus e di un finanziatore straniero coinvolto grazie ad un buon uso delle tecniche di fundraising (di questo parla anche un articolo pubblicato su Arteconomy24).

Una somma di competenze, di interessi legittimi e percorsi personali indirizzati alla utilità pubblica in forma di restauro dell’Ultima Cena del Vasari ora esposta a Firenze. Un capolavoro a sua volta al centro del quale c’è la capacità di una professione di tirare le fila strategiche di operazioni anche molto complesse.

Perché all’art bonus non bastano i finanziatori: servono le idee e le persone capaci di tradurle in realtà. Anche per questo ci sono i commercialisti (alcuni, quantomeno).

Un anno buono Gli auguri. Sempre
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *