Voluntary 1 e 2: poche le differenze

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L’art. 7 del decreto legge 193 del 2016 ha riaperto i termini per poter aderire alla procedura di collaborazione volontaria, meglio conosciuta come Voluntary Disclosure, introdotta dalla legge n. 186 del 15 dicembre 2014.

La nuova collaborazione volontaria ricalca in gran parte la procedura prevista dalla precedente normativa: potranno accedervi tutti i soggetti (persone fisiche, società di persone, società di capitali, trust ecc) che hanno omesso di dichiarare dei redditi, prodotti in Italia e/o all’estero, o che non hanno adempiuto agli obblighi sul monitoraggio fiscale.

La finestra temporale per poter aderire alla nuova procedura di collaborazione volontaria si è aperta il 24/10/2016, data di entrata in vigore del decreto legge 193/2016, e si chiuderà il 31/07/2017 con possibilità di integrare la documentazione a supporto della domanda entro il 30/09/2017.

Sono sanabili le violazioni, in tema di imposte sui redditi e monitoraggio fiscale, commesse fino al 30/09/2016.

Tuttavia non può aderire alla procedura attualmente in vigore:

  • chi ha già aderito alla prima Voluntary del 2015;
  • chi ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie connesse alla procedura.

Le annualità sanabili, per omessi redditi dichiarati, sono quelle dal 2010 (2009 in caso di omessa dichiarazione) al 2016 mentre le imposte interessate sono:

  • imposte sui redditi e relative addizionali;
  • imposte sostitutive;
  • IRAP.

È possibile sanare anche le violazioni commesse in materia di dichiarazione dei sostituti di imposta.

Le annualità per le violazioni sul monitoraggio fiscale (omessa compilazione quadro rw) sono sempre relative al periodo 2009 – 2016 con sterilizzazione del raddoppio dei termini nel caso in cui:

  • le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni con l’Italia, inclusi nella cd. white list;
  • le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute;
  • l’autore delle violazioni dichiarative rilascia all’intermediario finanziario estero, presso cui le attività sono detenute, l’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria;
  • nelle predette ipotesi, l’autore della violazione trasferisce, successivamente alla presentazione della richiesta, le attività oggetto di collaborazione volontaria presso un altro intermediario localizzato fuori dell’Italia o di uno degli Stati white list rilasciando tempestivamente l’autorizzazione a trasmettere le informazioni rilevanti alle autorità finanziarie italiane.

La particolarità della nuova versione della procedura di collaborazione consiste nell’autoliquidazione di imposte sanzioni e interessi. In pratica il contribuente che intende aderire alla Voluntary Disclosure dovrà calcolare autonomamente imposte, sanzioni e interessi e versarle entro il 30/09/2017, senza aspettare gli avvisi di accertamento/inviti al contradditorio emessi dall’Agenzia delle Entrate. È prevista la possibilità di un pagamento in tre rate mensili e la prima delle quali deve essere pagata entro il 30/09/2017

Il piano sanzionatorio di base è uguale a quello previsto per la prima Voluntary (75% del minimo edittale per le imposte e 50% del minimo edittale per le sanzioni da monitoraggio fiscale) ma è previsto un inasprimento delle sanzioni in caso di mancato o insufficiente pagamento.

L’inasprimento delle sanzioni si concretizzerà nei seguenti casi e consisterà:

  • mancato versamento entro il 30/09/2017: le sanzioni sulle imposte saranno l’85% del minimo editale, per il monitoraggio fiscale 60% del minimo editale per i paesi white list e 85% negli altri casi;
  • versamento insufficiente maggiorazione del 10%: se il versamento è insufficiente per una frazione superiore al 10 per cento delle somme da versare, ove le relative somme siano afferenti ai soli redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e alle sanzioni, incluse quelle sulle attività suscettibili di generare tali redditi;
  • versamento insufficiente maggiorazione del 3 %: se il versamento è inferiore per una frazione inferiore o uguale al 10 per cento delle somme da versare, se tali somme sono afferenti ai soli redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e alle sanzioni, incluse quelle sulle attività suscettibili di generare tali redditi; per una frazione inferiore o uguale al 30 per cento delle somme da versare negli altri casi.

In conclusione la nuova versione della Voluntary Disclosure oggi in vigore è praticamente identica alla precedente con la differenza che nella prima collaborazione volontaria si doveva aspettare la definizione del quantum da versare dall’Agenzia delle Entrate, mentre in questa nuova procedura occorrerà versare imposte, sanzioni e interessi entro il 30/09/2017 con la possibilità di inasprimento delle sanzioni in caso di mancato o insufficiente versamento.

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