Modello EAS: meglio tardi che mai

La presentazione del modello EAS in via telematica all’Agenzia delle Entrate, consente agli enti non commerciali di tipo associativo (salvo particolari esclusioni) e alle società sportive dilettantistiche di beneficiare della non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi ai fini Ires e IVA. L’omessa presentazione del modello EAS, entro i termini previsti, comporta l’inapplicabilità dei regimi fiscali agevolati: questo sta a significare, che tutte le attività svolte dall’ente, si configurano come attività commerciali.

Termine di presentazione

Sono genericamente soggetti all’obbligo di presentazione del modello

  • gli enti associativi di natura privata, senza personalità giuridica, che svolgono solo attività istituzionale ricevendo quote associative erogate dai loro soci;
  • gli enti associativi di natura privata, senza personalità giuridica, che svolgono attività commerciale.

Sono altresì soggetti alla comunicazione ma con modalità semplificate:

  • associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni;
  • associazioni di promozione sociale;
  • organizzazioni di volontariato;
  • associazioni riconosciute
  • movimenti e partiti politici;
  • associazioni sindacali e di categoria;
  • l’Anci;
  • associazioni combattentistiche e d’arma;
  • le federazioni sportive nazionale riconosciute dal Coni.

Sono invece esonerati dalla comunicazione:

  • gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni qualora non svolgano attività commerciale;
  • le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolativo in quanto nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi inferiori a 250.000 euro;
  • le organizzazioni di volontariato che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal Dm 25 maggio 1995;
  • i patronati che non svolgono le loro proprie attività istituzionali;
  • le Onlus di cui al decreto legislativo n° 460 del 1997;
  • gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale.

I termini di presentazione del modello EAS, si differiscono a seconda che si tratti di:

  • enti di nuova costituzione: il modello EAS deve essere presentato entro 60 giorni dalla costituzione;
  • enti che perdono i requisiti qualificanti: il modello EAS deve essere presentato entro 60 giorni dalla data in cui si perdono i requisiti;
  • enti già in essere, per i quali nel corso dell’anno hanno effettuato variazioni di alcuni tipi di dati precedentemente comunicati. Il modello EAS dovrà essere presentato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.

Con una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 2010, infine, è stato precisato che, in caso di variazione dei dati contenuti nelle sezioni “Dati relativi all’Ente” e “Rappresentante legale” del modello EAS, gli enti non commerciali non sono tenuti alla presentazione di un nuovo modello, in quanto informazioni già in possesso dell’Amministrazione finanziaria, tramite gli invii di altri modelli.

Omessa presentazione del modello

Tutto ciò premesso ci si chiede: se l’ente associativo non trasmette il modello EAS, perde tutti i requisiti? E’ possibile sanare questa dimenticanza?

L’omessa presentazione del modello EAS entro i termini previsti, comporta l’inapplicabilità dei regimi fiscali agevolati. Le conseguenze sono particolarmente gravi: infatti, continuando a svolgere la sola attività istituzionale quale l’incasso delle quote sociali la vendita di beni e la prestazione di servizi agli associati, tale attività si trasformerà automaticamente in attività commerciale, con la conseguente tassazione di tali introiti.

Lo scorso 29 settembre, l’Agenzia delle Entrate, in occasione di un’interrogazione parlamentare si è pronunciata in merito all’adempimento della presentazione del modello EAS degli enti non commerciali entro 60 giorni dalla costituzione, per mantenere le agevolazioni previste ai fini reddituali ed ai fini IVA.

L’Agenzia delle Entrate, ha finalmente chiarito, che il termine fissato per la presentazione del modello EAS, non ha carattere perentorio. Dunque la presentazione oltre i termini fissati, non preclude all’ente di avvalersi del regime agevolativo di non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi, bensì impedisce all’ente di usufruire del regime di favore per le attività realizzate antecedentemente alla data di presentazione del modello.

L’Agenzia delle Entrate evidenzia, inoltre, che all’ente associativo che non ha presentato il modello EAS nei termini previsti, è comunque consentito di fruire fin dalla data di costituzione dei benefici fiscali ad essi riservati:

  • trasmettendo telematicamente il modello EAS, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;
  • versando contestualmente una sanzione pari a 250 euro.

Nell’interrogazione parlamentare non viene però detto nulla a riguardo della remissione in bonis nel caso di presentazione del modello EAS aggiornato per variazioni dati oltre il termine del 31 marzo.

A tal proposito si attende da parte dell’Agenzia delle Entrate che tale chiarimento sia presto ufficializzato in uno specifico documento di prassi al fine di evitare l’insorgere di future contestazioni in sede di verifica e di dare le opportune indicazioni agli Uffici in merito alle loro attività; è quindi auspicabile che l’Agenzia delle Entrate, intervenga anche per precisare quali siano le reali e concrete conseguenze che si verificano in caso di mancata trasmissione del modello EAS.

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