Rallentando per poi accelerare

Rallentando per poi accelerare

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Il tempo scioglie gli entusiasmi, prepara pacchetti per nuove feste, sbiadisce le bandiere lasciando i rattoppi più evidenti dei colori e ci fa vivere così come strisce discontinue di felicità da dipingere ogni volta su un tentativo di asfalto di normalità sorprendendoci ogni volta perché ogni cosa sembra già vissuta, ogni cosa pare ormai scoperta ma ci sono sempre altri luoghi nei luoghi, altre vite in ogni vita.

In questa anarchia noi troviamo il nostro ordine e nel saper dimenticare c’è la nostra fortuna. In tutto questo il vero regalo è saperci ancora stupire e trovare l’arte dove l’arte è, viaggiare ancora ma con occhi nuovi senza credere ai miracoli perché ogni cosa può essere o forse è già stata ed é bello non ricordarselo.

Partire, allora, partire comunque. Non necessariamente viaggiare ma comunque partire verso un altro qui. E ripartire, dopo, con la medesima intatta malinconia e una nuova nostalgia dopo aver dipinto le pareti e imparato parole nuove e nuove pieghe dell’anima. Partire ancora, disertare il destino e deragliare le abitudini. E non è necessaria una meta perché non c’è mai davvero un posto dove andare: é solo naturale irrequietezza che spinge verso un po’ di pace, prima di cominciare tutto da capo. In un’altra vita, in un nuovo settembre.

Julio Cortazar, sua moglie Carol Dunlop e Fafner, il loro pulmino Volkswagen, hanno trascorso trentatre giorni sull’autostrada Parigi-Marsiglia visitando ogni area di sosta, due al giorno. Hanno trasformato la banale velocità in irrazionale lentezza, dedicando il libro che lo racconta a quel gentiluomo inglese di cui non ricordiamo il nome che nel diciottesimo secolo percorse la distanza da Londra a Edimburgo camminando all’indietro e intonando inni anabattisti.

Quanto è durato poco il viaggio, ha scritto Carol al termine del libro*. E poco ci sembrerà come sempre anche il nostro quando ci ritroveremo alla riapertura dello studio, il 29 agosto. Buone vacanze, quindi. E buon viaggio al di là dei chilometri che saranno.

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* J. Cortazar, C. Dunlop, Gli autonauti della cosmotrada ovvero un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia, Einaudi, 2012

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