Costituzione e cultura. Sviluppo, e poi tutela 

Costituzione e cultura. Sviluppo, e poi tutela 

I padri costituenti misero al primo posto lo sguardo a domani piuttosto che l’attenzione a ieri. Si badò a proiettare il Paese verso il futuro, invece che ancorarlo al passato. Ci sono due commi nell’articolo 9: nel primo, in alto, si parla di “sviluppo”, nel secondo, in basso, si parla di “tutela”.Nei decenni successivi, e in particolare dopo la lobotomia collettiva del 1968, si è fatto esattamente l’inverso. Ci si è curati di tutelare la cultura infischiandosene del suo sviluppo, del suo contributo alla vita civile ed economica del Paese. Relegandola. Narrandola come un ostacolo invece che come un’opportunità. Spesso le due cose non solo sono state separate, ma si sono ostacolate a vicenda: insomma, l’eccessivo focus sulla tutela ha non soltanto lasciato al palo, ma addirittura mortificato, interrotto, impedito lo sviluppo.

Sorgente: Costituzione e cultura. Sviluppo, e poi tutela | Artribune

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