Si fa presto a dire commercialisti

Si fa presto a dire commercialisti

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Il nostro è uno studio di commercialisti. E a dirla così son buoni tutti (chi più e chi meno). Ma così non basta e, spesso, è pure fuorviante perché la gente (e spesso i commercialisti stessi) uno studio di commercialisti lo vede come quelli dei conti, dei bilanci’ e, soprattutto, delle tasse. Ed è un errore (o, quanto meno, dovrebbe esserlo) perché noi non siamo quelle cose lì. Non siamo solo quelle cose lì. Non siamo soprattutto quello. Noi, il nostro studio e quelli come noi, siamo quelli della cultura.

La cultura economica e aziendale, innanzitutto. Quella in cui siamo esperti per vocazione naturale. Quella che cerchiamo di divulgare nella nostra pratica quotidiana, quella con cui accompagniamo gli imprenditori e chiunque si inoltri nel mondo del lavoro, di ogni professione. Quella con cui cerchiamo gli strumenti più adatti a chi li deve suonare e li accordiamo perché evidenzino i loro talenti.

La cultura della legalità, poi. Perché le leggi vanno rispettate e conosciute; perché sono il perimetro del nostro campo di gioco spesso più grande di quello che si possa immaginare. E perché, quando è giusto, le si possa contestare con ragione e coscienza.

La cultura dell’informazione. Per questo abbiamo studiato e continuiamo a farlo. Per questo ci aggiorniamo e leggiamo, mantenendo la mente aperta e curiosa. Per questo siamo attivi sui social, condividiamo notizie e scriviamo spesso. Perché conoscere il mondo ci rende più liberi. Discuterne ci fa più forti.

La cultura della cultura e la sua economia. Perché rimaniamo convinti che sia la cultura a dare un senso a tutti noi e a ciò che i numeri raccontano. Che conoscerne le regole, anche quelle economiche e legali, sia importante così come aiutare a operare in questo settore con competenza e tranquillità sia un contributo reale verso un paese migliore. Che ospitarla nelle nostre mura sia un modo di esprimere ciò che ci sta a cuore: che uno studio di commercialisti contiene molto di più di cosa ci vede la gente. Contiene persone e le loro storie, idee fatte di esperienza, ragione e fantasia, conoscenze in movimento.

Cultura, appunto.

(fotografia: Guido Scarabottolo ritratto da Marina Alessi – courtesy of Galleria l’Affiche)

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0 Comments

  • Ludovico Caprara 6 novembre 2015 at 15:10

    Sono perfettamente d’accordo con voi, anche nel mio studio si segue questo tipo di filosofia e si allargano i confini e le vedute ben oltre i soli adempimenti contabili e fiscali. La nostra attività deve condurre ad un vero e proprio cambiamento culturale, ed i nostri studi non devono essere più accessori alla funzione imprenditoriale, ma far parte integrante di tale funzione.

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