Viaggio dentro Amazon, l’ossessione per la perfezione nel nome del consumismo 

Viaggio dentro Amazon, l’ossessione per la perfezione nel nome del consumismo 

Circa mille dipendenti, età media 31 anni, il 37% sono donne, contratti a tempo indeterminato da 1.450 euro al mese per i neoassunti. Musica nelle zone di lavoro, gente in pantaloncini corti, abbigliamento casual. Feste di compleanno in un giorno stabilito per tutti i dipendenti nati nello stesso mese con torta e bicchiere di prosecco. Sembra il paradiso in un’Italia che soffre la crisi economica, la disoccupazione, le critiche a un Jobs Act che ha creato soprattutto contratti a tempo determinato. Non lo è, certo. Né il colosso delle spedizioni prova a venderlo in questo modo, dopo le critiche che sono arrivate da tutte le parti del mondo, in particolare dalla Germania, dalla Francia e dagli Stati Uniti, per i turni «massacranti», il lavoro «sorvegliato», l’assenza di sindacati. Ma l’apertura al pubblico lanciata negli ultimi mesi in Italia ha permesso di avviare una nuova fase di trasparenza su come funziona esattamente l’algoritmo magico inventato da Bezos che gli ha permesso di diventare in vent’anni una delle aziende più importanti nel mondo per volume d’affari di quasi 80 miliardi di dollari.

Sorgente: Viaggio dentro Amazon, l’ossessione per la perfezione nel nome del consumismo – Linkiesta.it

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