La banda degli onesti che non vuole il denaro elettronico

La banda degli onesti che non vuole il denaro elettronico

I tempi (17 mesi) e le divisioni che hanno accompagnato il disegno di legge anticorruzione sono la misura della rilevanza del tema e delle difficoltà di trovare soluzioni condivise e incisive, nonostante la volontà della gente e le possibilità tecnologiche che consentirebbero di affrontare efficacemente la questione, anche se modificare convenzioni così radicate in un solo paese è una scommessa.

D’altra parte, la corruzione è una fattispecie del concetto più generale di “evasione” dalle regole. E per molti l’evasione è “un bel risparmio”; il lavoro nero “meglio che niente”; le mazzette “un lubrificante”; la raccomandazione una sorta di istinto di conservazione della specie. Quando le eccezioni all’ortodossia sono la regola, serve un Concilio e non bastano moniti, maggiori poteri all’autorità anticorruzione, norme più stringenti e sistemi più sofisticati di controllo, quasi da stato di polizia. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sostenuto la necessità di reprimere “ogni forma di evasione”. L’impossibilità di evadere dev’essere intrinseca, la tracciabilità totale: bisogna squarciare il velo di ipocrisia che ammanta il paese. Una possibilità è il denaro elettronico.

viaLa banda degli onesti che non vuole il denaro elettronico | Emiliano Mandrone.

La storta Crowdfunding e Iva, tanto rumore per nulla
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *