E se fosse il non profit a contagiare il profit?

E se fosse il non profit a contagiare il profit?

Qualsiasi organizzazione è sempre caratterizzata da tre dimensioni, che devono avere un contemporaneo equilibrio, almeno nel medio-lungo termine. Innanzitutto vi è un fine istituzionale, in definitiva la raison d’etre dell’organizzazione. Diciamo che una for profit nasce per creare valore economico e una non profit per creare valore sociale. La prima dimensione della sostenibilità è quindi quella legata a questo aspetto, ossia all’essere efficaci nel tempo e in modo continuativo. Affinché ciò sia possibile, vi è poi la necessità di un equilibrio economico/finanziario: per essere efficace, un’azienda deve essere efficiente e quindi sostenibile da un punto di vista economico e finanziario. Tutto questo però è possibile solo se l’azienda è sostenibile dal punto di vista sociale. In altri termini, vanno benissimo i discorsi sulle motivazioni intrinseche dei lavoratori, ma una gestione professionale di un’organizzazione non può basarsi su questi aspetti. Le dimensioni stesse del settore ormai sono tali da superare, con i numeri, le dimensioni della motivazione intrinseca, e quindi è necessaria una gestione attenta ed equilibrata del rapporto con gli stakeholder tutti e con la comunità in generale.

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