Per un pugno di opere

Il nuovo Programma delle infrastrutture strategiche allegato al Def 2015 contiene alcuni elementi innovativi che sembrano delineare un punto di rottura rispetto alla programmazione passata.

Due sono gli elementi che, a nostro avviso, meritano di essere evidenziati come positivi segnali di svolta:

1) la scomparsa della interminabile “lista della spesa” che da più di un decennio veniva riproposta (ogni anno con qualche appendice in più) e la previsione che le opere non incluse nel documento dovranno essere valutate “a valle di un approfondito confronto con le regioni” nella prossima nota di aggiornamento.

2) la “promessa” di un vero cambio di passo nel medio periodo contenuta nelle linee di indirizzo della prima parte del documento, nel quale si scrive che si vuole puntare (anche) su “investimenti “leggeri” a rapido ritorno (tecnologie, velocizzazioni e rimozione dei colli di bottiglia)”.

viaPer un pugno di opere|Paolo Beria, Raffaele Grimaldi e Francesco Ramella.

Lavoro, cosa ci dice l’Istat e cosa ci dice il Ministero Non possiamo lasciare vincere l’“italian sounding”
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