Non possiamo lasciare vincere l’“italian sounding”

Pensare che l’Italian sounding sia un “ambasciatore inconsapevole” del nostro modo di produrre e di essere nel mondo, significa esattamente questo: affidare l’immagine dell’Italia a luoghi comuni, alla sottoqualità, alla contraffazione.

È inaccettabile per chi pensa che l’Italia sia invece bellezza, eccellenza, storia, unicità e qualità. Inaccettabile per chi rappresenta le aziende, non solo agroalimentari, che subiscono un grave danno economico. Inaccettabile per chi pensa che la nostra più grande materia prima si chiami Made in Italy — il terzo al mondo, se fosse un brand — e che sia stato proprio il nostro patrimonio culturale e imprenditoriale a portarci fuori dalle peggiori crisi.

viaNon possiamo lasciare vincere l’“italian sounding” | Linkiesta.it.

Per un pugno di opere Il lato rosa del lavoro digitale: un gap da colmare
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *