“Le pensioni sono al sicuro, ma non i giovani”

L’invecchiamento della popolazione non comporterà il crac del sistema, ma «obbligherà le persone a lavorare più a lungo», spiega Paolo Balduzzi, ricercatore in Scienza delle Finanze dell’Istituto di Economia e Finanza della Cattolica di Milano. Con una pensione più bassa rispetto alle generazioni precedenti.

«La strada sarebbe quella della previdenza privata, i fondi pensione». Mantengono il denaro dei contributi nel circolo degli investimenti, e permettono di integrare la pensione. «La tendenza è quella. La storia della previdenza, in Italia, sembra un pendolo: le prime pensioni risalgono al 1919, e il sistema era “a capitalizzazione”. Ciò che veniva dato dal lavoratore veniva investito e quanto risultava costituiva la sua pensione. Nel dopoguerra si è passati a un sistema misto, di capitalizzazione e di ripartizione. Negli anni ’70 è prevalso il sistema di ripartizione, che è diventato puro. Con la riforma Dini del 1995 si sono introdotti i fondi pensione, e si è tornati a un sistema misto.

Ogni 25 anni il pendolo scatta. Ma ora ritengo difficile che si abbandoni il sistema a ripartizione».

via“Le pensioni sono al sicuro, ma non i giovani” | Linkiesta.it.

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