L'ascesa della Cina è una buona notizia per l'Italia

Per un verso, è certamente positivo il fatto che l’Italia compia scelte politiche tenendo conto di un contesto internazionale tendenzialmente sempre più multipolare. Non sarà un caso infatti, se lo yuan è diventato la quinta valuta più utilizzata al mondo grazie al raddoppio delle transazioni transfrontaliere registrato nel 2014 (nel 2013 era al 13° posto), avvicinandosi a quella dello yen giapponese attestata al 2,69%.

È altrettanto positivo prendere atto che la Cina ritenga necessario capitalizzare una parte delle proprie immense riserve, pari a circa 3.8 trilioni di dollari, in investimenti industriali di lungo periodo in Italia: «Continuiamo a comprare partecipazioni in società italiane, ma ora siamo attenti a rimanere al di sotto della soglia del 2% in modo che non siamo obbligati a comunicarlo; deteniamo asset italiani, tra azioni e titoli di stato, pari a 100 miliardi di euro e continueremo». Queste le parole del Governatore della Banca Centrale di Cina, Zhou Xiaochuan, durante il Forum di Davos di gennaio 2015.

La Cina, insieme alla Federazione Russa, potrebbe essere uno degli ultimi scudi dell’Italia. A condizione che Roma capisca immediatamente che la politica industriale e le risorse energetiche sono gli assi grazie ai quali si sta ridisegnando la divisione internazionale del lavoro.

viaL’ascesa della Cina è una buona notizia per l’Italia – Limes.

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