Le nuove frontiere della finanza etica

Le nuove frontiere della finanza etica

L’idea sottostante un prestito deve sempre essere la valutazione della capacità prospettica di restituzione da parte del prestatario. E il costo equo dello stesso credito deve essere tale da garantire all’impresa di finanza etica di continuare a operare nel tempo. Il successo della sua proposta infatti dipenderà dalla durata negli anni della propria azione più che dall’immediata economicità dell’offerta. Ma ciò è dannatamente difficile da comprendere, a volte per gli stessi operatori, troppo spesso per la clientela. In qualche modo siamo tutti vittime della mentalità mercantile e ci sentiamo furbi quando applichiamo gli stessi canoni di giudizio (anche se poi ci indigniamo quando qualcuno li applica a noi).

Ne deriva che l’attività del finanziere etico non può mai dissociarsi da una sana e praticata educazione all’economia critica e alla consapevolezza dei guasti prodotti dal sistema capitalistico. Altrimenti, lentamente ma inesorabilmente, l’operatore alternativo tenderà all’omologazione e finirà per andare in crisi, di mission prima (perdita di senso rispetto agli obiettivi iniziali) e di business poi (trovandosi a competere sul terreno tipico della finanza senza averne i mezzi e i presupposti culturali e professionali). viaAlessandro Messina. Le nuove frontiere della finanza etica | Doppiozero.

Investimenti, gli italiani amano gli sconosciuti E' un sidacato per vecchi
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *