L'improcedibilità del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo in caso di mancato esperimento della Mediazione obbligatoria ex lege

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Con il d.lgs. n. 28/2010 si è data attuazione, in ambito nazionale, alla delega legislativa di cui all’art. 60 della l. 69/2009 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. In particolare, per mediazione deve intendersi l’attività svolta da un soggetto terzo e imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia.

Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale purché si tratti di diritti disponibili.

Per le controversie in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari (art. 5, comma 1-bis, D.lgs. 28/2010), la mediazione é obbligatoria nel senso che le parti devono necessariamente rivolgersi, prima di adire il Tribunale, al mediatore per esperire il tentativo di conciliazione.

In questi ultimi casi la proposizione della domanda di mediazione é condizione di procedibilità del giudizio di merito ossia il mancato preventivo esperimento della conciliazione rende la domanda giudiziale non procedibile. Nonostante con la sentenza della Corte Costituzionale n. 272/2012 fosse stata dichiarata l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega dell’art. 5 comma 1 del d.lgs. 28/2010 che stabiliva l’obbligatorietà del procedimento di mediazione in determinate materie giuridiche, con il D.L. 69/2013 è stata reintrodotta la mediazione obbligatoria, oggi affiancata anche dalla negoziazione assistita.

In ambito di recupero forzoso di un credito mediante Ricorso per decreto ingiuntivo, in considerazione della natura sommaria del procedimento, non é necessario esperire il tentativo di mediazione fino al momento in cui il giudice si pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione del provvedimento monitorio ottenuto.

A tale proposito é meritevole di particolare attenzione quanto di recente sottolineato dalla giurisprudenza di merito nell’ipotesi in cui nessuna delle parti, in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, abbia instaurato la procedura di mediazione dopo che il giudice si é pronunciato sulla provvisoria esecuzione.

In tali casi il procedimento deve essere dichiarato improcedibile e, come precisato, “la locuzione di improcedibilità deve interpretarsi alla stregua di improcedibilità/estinzione dell’opposizione (o dell’impugnazione in caso di appello) e non come improcedibilità della domanda monitoria consacrata nel provvedimento ingiuntivo” (cfr. T. Firenze, 30/10/2014, in “I Contratti“, I, 2015, pag. 56 e ss.).

Pertanto, il decreto ingiuntivo ottenuto dal ricorrente rimarrà efficace e definitivamente esecutivo, mentre il giudizio di merito, instauratosi con l’opposizione, verrà dichiarato improcedibile.
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Articolo a cura dello Studio Legale de Tilla

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