La rivoluzione del lavoro

Il nuovo mutualismo cresce nel ceto medio, uno spazio sociale molto ampio e indeterminato, estraneo alle culture marxiste del conflitto politico nei luoghi di lavoro. Il suo discorso sull’inclusione nella cittadinanza rappresenta tuttavia una risorsa per ripensare anche questo conflitto dopo almeno 40 anni di desertificazione politica e culturale. Senza contare la sconfitta politica subìta dalle classi operaie negli anni Ottanta e la svolta “manageriale” e consociativa dei sindacati nella gestione della forza-lavoro.

Il mutualismo rappresenta oggi un’ipotesi utile per ricostruire i legami sociali in un lavoro che funziona sulle relazioni, ma non ha spazi fisici. E la cooperazione lì dove i rapporti con le aziende sono sempre più verticali e gerarchici, mentre il valore del lavoro è talmente basso da sfiorare lo zero.

viaRoberto Ciccarelli. La rivoluzione del lavoro | Doppiozero.

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