Dopo l’Art Bonus, anche il Music Bonus

L’art. 7 del Decreto Valore Cultura ha previsto un’agevolazione fiscale per favorire il rilancio del sistema musicale italiano: alle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali (così dice la legge) e alle imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo è riconosciuto per ogni anno (per i tre anni che vanno dal 2014 al 2016) un credito d’imposta nella misura del 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali, fino all’importo massimo di 200mila euro nei tre anni d’imposta nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro annui e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Il credito d’imposta è stato previsto e riconosciuto esclusivamente per opere prime o seconde, a esclusione delle demo autoprodotte, di nuovi talenti definiti come artisti, gruppi di artisti, compositori o artisti-interpreti. Nel caso di gruppi di artisti, il gruppo può usufruire del credito d’imposta solo se nella stessa annualità più della metà dei componenti non ne abbiano già usufruito.

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