Risorse per finanziare la crescita sostenibile delle PMI: mini bonds e stimoli fiscali

Tra i vari sforzi che legislatori e autorità monetarie italiane stanno compiendo per superare la stretta creditizia (credit crunch) a scapito delle nostre imprese, quello volto alla possibilità di emissione e sostegno dei mini bonds si incammina verso riscontri crescenti.

In particolare, l’intento del legislatore è stato quello di ridurre sensibilmente la disparità, esistente nella previgente disciplina civilistica e fiscale, tra società italiane con azioni quotate e società italiane non quotate, rendendo possibile anche per queste ultime l’emissione di strumenti di debito da destinarsi ai mercati domestici ed internazionali.

Secondo gli specialisti del settore (fonti: ilSole24Ore e Borsa Italiana) il 2014 potrebbe essere l’anno dei mini bonds. Finora sono poco più di 30 le emissioni (incluse le cambiali finanziarie) effettuate sul segmento dedicato di Borsa Italiana ExtraMot Pro mentre il potenziale stimato è di 35 mila imprese (fonte: Cerved Group).

Le prospettive di crescita delle fonti di finanziamento alternative dunque ci sono e iniziano a prendere spazio anche se rimane da capire quanto riuscirà questo mercato a creare una vera alternativa al canale bancario (circa il 90% del credito è ancora convogliato dalle banche).

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