Marchionne oggi ha vinto ma non sembra capire il futuro

Se non si vuole essere faziosi, bisogna leggere le mille assunzioni di Fca a Melfi, a cui si aggiungono 350 trasferimenti da altri stabilimenti e almeno altri mille posti nell’indotto, come un verdetto: la vittoria, almeno in questa fase, di Sergio Marchionne e della sua strategia per quel che riguarda l’internazionalizzazione, i processi produttivi e i modelli. Un percorso che ha previsto anche picconate allo status quo, come il trasferimento della sede legale in Olanda e fiscale a Londra, la durezza delle relazioni con il maggiore sindacato dei metalmeccanici, la Fiom, e l’uscita dalla Confindustria. Se Marchionne – e con lui Cisl e Uil e il premier Renzi – oggi si gode una vittoria, non dovrebbe sottovalutare il fermento che sta accompagnando le case concorrenti sul fronte dell’innovazione.

Dalla doppia di sfida di Toyota su ibrido e idrogeno a quella di Tesla e soprattutto Gm sulle auto totalmente elettriche, passando per le vetture senza pilota presentate come realtà non certo di un futuro remoto da Mercedes e Ford al Ces di Las Vegas, dove si è notato il basso profilo di Fiat Chrysler. Pensare che siano fughe in avanti troppo costose in rapporto ai risultati potrebbe essere l’errore che Marchionne lascerà ai suoi successori, dopo le dimissioni annunciate per il 2018.

viaMarchionne oggi ha vinto ma non sembra capire il futuro | Linkiesta.it.

Insidie petrolifere Visco, l’economia illegale vale 150 miliardi
Your Comment

Leave a Reply Now

Your email address will not be published. Required fields are marked *