Spiacevoli conseguenze

Le ultime dichiarazioni del presidente della Commissione Juncker non lasciano spazio a dubbi: l’Italia deve accelerare sulle riforme, altrimenti “le conseguenze potrebbero essere spiacevoli”. Parole a dir poco minacciose e la richiesta di un ulteriore giro di vite per inseguire una competitività assunta a fine in sé stesso. Dobbiamo abbattere il costo (e i diritti) del lavoro, tagliare la spesa pubblica, ridurre la tassazione sulle imprese. L’obiettivo dello Stato deve essere uno solo: non tutelare i propri cittadini e ridurre le diseguaglianze, ma mettere le proprie imprese nella condizioni di partecipare a una competizione sempre più esasperata, su scala internazionale quanto europea. Essere più competitivi per esportare di più, tutto qui, nel trionfo dell’ideologia mercantilista.

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Se la riforma del terzo settore si fa nella Legge di stabilità Con la flat tax 100 miliardi in meno di entrate fiscali
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